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premessa di C. Frontera
prefazione di C. Ceccuti
Il 10 e 11 maggio del 1849, a Livorno, si combatté
contro 12.000 austriaci inviati a riportare l’ordine
asburgico in Toscana. Qualche centinaio di uomini, tra i quali
ufficiali democratici italiani e stranieri, repubblicani toscani,
artigiani, commercianti, lavoratori, intellettuali, sacerdoti
livornesi si batterono per
l’indipendenza e la libertà italiana.
La rete democratica si era costruita nel vivo di processi
che, come in tutta Europa, avevano messo a fuoco idee e contraddizioni
senza precedenti. A Livorno, centro di scambi economici e
culturali e di una grande tradizione intellettuale, il sentimento
della Nazione era emerso, tra riformismo e rivoluzione, dalle
tensioni sociali ed economiche dipendenti dalla modernizzazione
europea, formando quadri dirigenti popolari capaci di divenire
ufficiali e soldati del piccolo esercito. Alla resistenza
guardarono tutti coloro che, in Toscana e altrove, avevano
sperato e lottato
per la democrazia, in continuo contatto con quei protagonisti.
Sommario
Introduzione. La Nazione, la dignità, l’identità
cittadina e il diritto sociale; 1. Il 1833 a Livorno e in
Toscana; 2. Il porto, l’economia e la politica (1834-1837);
3. Un rinnovamento di dimensione europea (1838-1845); 4. La
crisi dei liberali e la nuova generazione democratica (1846-maggio
1847); 5. La lotta politica: Lega dei riformisti e radicali
progressisti (maggio 1847-giugno 1848); 6. Assolutismo e democrazia
(giugno 1848-1849).
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pp. XVI-778, € 44,00
978-88-00-85768-0
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