Il volume si incentra sui problemi relativi al processo di
integrazione ebraica avviatosi nell’età rivoluzionaria
e napoleonica e continuato in forma progressiva e più
intensamente coinvolgente nell’età del Risorgimento
e durante il periodo liberale.
Tale processo ha mostrato quanto elevata sia stata la partecipazione
al movimento nazionale e alle guerre che fino al primo conflitto
mondiale lo caratterizzarono e come grande sia stato l’impegno
degli ebrei italiani nella costruzione dello
Stato liberale, nella politica, nelle amministrazioni
civili e militari, nelle magistrature e nella vita culturale
della nazione. Questo processo è stato bruscamente
interrotto con la promulgazione delle leggi razziali che hanno
violato il principio d’eguaglianza, base dell’integrazione
ebraica, sancito sin dal 1848 e ribadito dall’interpretazione
liberale dello Statuto albertino. Ciò ha determinato
un vulnus non facilmente sanabile nei rapporti tra gli ebrei
italiani e lo Stato nel quale vivevano, inducendo alcuni di
loro a ritrovare nell’Israele risorto la loro patria.
Sommario
Premessa; 1. Restaurazione e attività cospirativa;
2. Mazzini e gli ebrei; 3. A Venezia con Manin; 4. Ebraismo
e laà dello Stato; 5. Dallo Statuto albertino alle
leggi razziali; 6. Letteratura e memoria ebraica dalle leggi
razziali alla scelta sionista.
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pp. XII-180, € 13,50
978-88-00-85763-5
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