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C. Carena |
| Tradurre la poesia e il testo sacro |
La collana Prospettive raccoglie testi che seguono un filo comune: trattare il tema della conservazione, attivazione e produzione della memoria, partendo da punti di vista diversi, ma convergenti. I singoli volumi, agili e stimolanti, vista la notorietà e la competenza degli autori, rinviano costantemente gli uni agli altri, mostrando gli intrecci e gli interessi comuni di discipline che a volte non hanno la possibilità, o perfino la capacità, di comunicare fra di loro. Il risultato finale è quello di una “enciclopedia della memoria”, costantemente aperta e continuamente verificabile attraverso i nuovi contributi e capace di attraversare l'intero arco delle discipline umanistiche: storia, filosofia, filologia, antropologia, sociologia, psicologia, semiotica, linguistica. |

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Tzvetan Todorov |
| Avanguardie artistiche e dittature totalitarie |
| Le Avanguardie artistiche, sviluppatesi tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, avevano come principio cardine il concetto di arte ‘fattuale’ secondo cui la realtà circostante è la materia prima a disposizione dell’artista per creare l’opera totale. I teorici di fascismo, nazismo e comunismo, applicando lo stesso principio alla realtà sociale, hanno considerato l’arte uno degli strumenti per modellare stati e popoli nuovi. Avanguardie e dittature totalitarie risultano quindi accomunate da un’ambizione impossibile: il monopolio di un processo creativo totalizzante e la cancellazione di tutte le norme preesistenti. |

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H. Parret |
| Tre lezioni sulla memoria |
| Un affascinante percorso nella storia dei concetti di memoria e di oblio, attraverso le metafore e le immagini che li hanno incarnati e tra i paradossi della memoria abusata, impedita, manipolata. Il poetico testo di Parret ci conduce così a scoprire che la memoria non consiste in una mera archiviazione, ì in un vero e proprio fare: la memoria è frutto di lavoro, esercizio e ricerca costanti. Se memoria ed oblio si definiscono solo l’uno in rapporto all’altro, l’elogio dell’oblio, che l’autore propone nell’ultima lezione, sarà allora compiuto non certo per negare il ruolo della memoria, bensì per reperire il lavoro dell’oblio nella memoria. |
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