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L’insorgenza della realtà virtuale ha via via privato il mondo di ogni aspetto trascendentale, annientandone ogni valenza simbolica. L’interattività che domina la vita umana abolisce la distanza tra spettacolo e spettatore,annulla l’illusione estetica. Nella comunicazione si fondono la domanda e la risposta, dando vita ad un circuito chiuso senza referenti. La realtà si estranea da se stessa, subisce un processo di autoannientamento: venendo a mancare la rà critica, ogni poà di dialettica sparisce. Ciò che resta è un mondo che tende al nichilismo. La redenzione però esiste, ma non si tratta di una trascendenza verso l’alto.
Al contrario, la salvezza è tutta nel recupero della letteralità del reale, pulito da ogni tentativo di interpretazione, di esegesi mitica.
pp. VI-34, € 3,80
978-88-00-86102-1
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