Lo studio ripercorre la storia ottocentesca del romanzo di formazione, seguendo al suo interno quel particolare filone costituito dall’educazione dell’«eroe intellettuale»: nato nella Francia della Restaurazione, il «romanzo dell’intellettuale» si configura come un tentativo di analisi narrativa dell’antitesi tra le due forme originarie del paradigma di formazione, il Bildungsroman dell’eroe borghese e il romanzo dell’artista, e per il tramite di essa anche dell’antitesi politico-sociale tra artista e società borghese.
Dopo aver delineato la genealogia europea (e in particolare francese) del modello narrativo del romanzo dell’intellettuale, lo studio si concentra sulle sue vicende italiane a partire dall’unificazione: attraverso una serie di analisi ravvicinate dei romanzi di Dossi, Verga, Fogazzaro, d’Annunzio e Svevo, Simona Micali ci racconta la storia ottocentesca dell’eroe intellettuale italiano, e al tempo stesso quella delle molte metamorfosi e conversioni che dal romance d’ambizione dell’eroe romantico conducono al romanzo novecentesco dell’inetto.
Sommario
Premessa: il «romanzo dell’intellettuale» e il modello di formazione; 1. Genealogia dell’eroe intellettuale, ovvero: i nipotini di Julien Sorel; 2. Le illusioni perdute della Nuova Italia; 3. Santi e superuomini: il romanzo idealista dell’intellettuale; 4. Il romanzo dell’inetto: Alfonso e i suoi fratelli; Bibliografia critica; Indice dei nomi e delle opere.
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pp. XVIII-244
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