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La linea culturale menippea, derivata dall’antica satira menippea (risalente alle opere perdute del filosofo cinico Menippo di Gadara), giunge a influenzare, attraverso l’interpretazione di Bachtin, anche la letteratura moderna e contemporanea, risultando particolarmente vitale anche nella letteratura e nel cinema italiani degli anni dai Cinquanta ai Settanta. Questo volume si propone di analizzare da una prospettiva menippea l’intera opera di uno scrittore «corsaro» come Pier Paolo Pasolini (dalla poesia alla narrativa al teatro e al cinema); mentre la seconda parte, in un percorso a metà fra letteratura e cinema, è dedicata all’analisi di alcune opere di uno scrittore e di un regista in cui tale linea culturale risulta particolarmente efficace e vitale: Alberto Arbasino e Federico Fellini.
Sommario
Nota introduttiva, di Gian Biagio Conte; Introduzione. La menippea come linea culturale; I. Pier Paolo Pasolini: 1. La menippea e il «magma»: le raccolte poetiche; 2. L’ossessione del prosimetrum: la narrativa; 3. Il corpo, lo sguardo, la parola e il silenzio: il teatro e il cinema; II. Alberto Arbasino e Federico Fellini: 4. L’«Anatomy» di Alberto Arbasino; (Appendice. «Carnevalate rabelaisiane» in spiaggia: Rimini come Hollywood di Pier Vittorio Tondelli e La lunga strada di sabbia di Pier Paolo Pasolini); 5. Vivere e morire al circo: la menippea secondo Federico Fellini; Bibliografia; Indice dei nomi.
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pp. XII-228, € 17,50
978-88-00-20687-7
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