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Molteplici sono i motivi e i problemi che nel mondo greco
e latino coinvolgono l’arcobaleno e la messaggera degli
dei, accomunati nel segno del nome. L’indagine si muove
tra mito e natura, in paesaggi culturali ricchi di suggestioni,
ma anche di ambiguità: dalla sfuggente fisionomia di
Iride, che nella documentazione letteraria e figurativa è
angelos e suivante divina,è estranea forse a una
forma di devozione religiosa, alla folla di superstizioni
che si polarizzano intorno all’arcobaleno, ritenuto
perlopiù un infausto presagio. Dalla intricata trama
di simboli riconducibili a una nozione di passaggio in cui
sono attratti tanto la
dea quanto il fenomeno meteorologico, alla complessità
di rapporti che intercorrono tra la messaggera e il suo «doppio»
naturale, situati al crocevia tra istanze letterarie, eziologiche
e teoriche. Dalla singolare definizione dell’iride come
mono o tricromatica, che apre uno scorcio su un sistema di
classificazione del colore diverso da quello attuale, alla
spiegazione fisica del fenomeno in termini di riflessione
della vista, sulla scorta di un complesso dossier dottrinale
che pone l’interprete moderno dinanzi ai percorsi spesso
non lineari e talvolta aporetici della scienza antica.
Sommario
Introduzione; 1. La Figura di Iride
nella sfera del mito; 2. L'etimologia secondo gli antichi
e i moderni; 3. L'arcobaleno tra connotazione e denotazione;
4. Le teorie scientifiche antiche; 5. Riflessioni conclusive;
Tavole; Riferimenti bibliografici.
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pp. VI-266, € 17,30
978-88-00-86092-5
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