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Al di là del ruolo assegnatole nel sistema della filosofia critica portarne a termine la costruzione raccordando i due domini, che sembravano del tutto separati, della natura e della libertà la Critica della facoltà di giudizio risponde all’esigenza di Kant di precisare lo statuto di un insieme di funzioni del pensiero e forme di intelligenza della realtà che le due precedenti critiche non avevano preso in considerazione o avevano solo sfiorato, ma verso cui da tempo si era volta la sua attenzione: da un lato il giudizio estetico, irriducibile sia al giudizio teoretico sia a quello morale eppure anch’esso fondato su un principio a priori, dall’altro il giudizio teleologico, irrinunciabile strumento di indagine nelle scienze della vita, ma indipendente dal principio della generazione meccanica, il solo che sembrerebbe garantire una vera certezza scientifica. La difficoltà del compito rende la Critica della faà di giudizio uno degli scritti più complessi di Kant. Il presente Commento è diretto ad agevolarne la comprensione, accompagnando il lettore, pagina per pagina, attraverso lo svolgersi della riflessione kantiana.
Sommario
Prefazione; Introduzione; CRITICA DELLA FACOLTÀ ESTETICA DI GIUDIZIO: Analitica del bello; Analitica del sublime; Dialettica della facoltà estetica di giudizio; CRITICA DELLA FACOLTÀ TELEOLOGICA DI GIUDIZIO: Analitica della facoltà teleologica di giudizio; Dialettica della faà teleologica di giudizio; Dottrina del metodo dellà teleologica di giudizio; Nota generale alla teleologia.
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pp. X-262, € 18,20 978-88-00-86106-9
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