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G. Bonaiuti, V. Collina |
| Storia delle dottrine politiche |
Maturato nell’ambito dell’esperienza didattica dei due autori, il presente manuale è stato redatto per fornire agli studenti universitari un testo esauriente, scientificamente aggiornato (e allo stesso tempo chiaro e scorrevole) della storia del pensiero politico nei suoi aspetti essenziali e più significativi. Essa giunge alle riflessioni sull’epoca contemporanea, partendo dalla formazione di un «discorso politico autonomo» su di un «oggetto» specifico, tipicamente moderno in quanto distinto da discorsi orientati a differenti «oggetti» (religione, morale, economia, ecc). La trattazione è articolata in una serie di capitoli e paragrafi, in cui sono ricostruiti i tratti delle problematiche via via emergenti e i profili degli autori coinvolti, ed è corredata da varie schede esplicative, che rendono il volume particolarmente adatto a chi intraprende per la prima volta lo studio della disciplina.
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C. Carena |
| Tradurre la poesia e il testo sacro |
La collana Prospettive raccoglie testi che seguono un filo comune: trattare il tema della conservazione, attivazione e produzione della memoria, partendo da punti di vista diversi, ma convergenti. I singoli volumi, agili e stimolanti, vista la notorietà e la competenza degli autori, rinviano costantemente gli uni agli altri, mostrando gli intrecci e gli interessi comuni di discipline che a volte non hanno la possibilità, o perfino la capacità, di comunicare fra di loro. Il risultato finale è quello di una “enciclopedia della memoria”, costantemente aperta e continuamente verificabile attraverso i nuovi contributi e capace di attraversare l'intero arco delle discipline umanistiche: storia, filosofia, filologia, antropologia, sociologia, psicologia, semiotica, linguistica. |

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V. Lomellini |
| L'appuntamento mancato |
Nell’agosto 1968, il PCI condannò l’invasione sovietica di Praga: la prospettiva di una collaborazione in seno alla sinistra italiana prendeva forma, preannunciando nuovi scenari nel contesto politico della «democrazia bloccata».
La speranza di ritrovare un’intesa tra PCI e PSI svanì tuttavia rapidamente: tra gli anni Settanta ed Ottanta, i rapporti tra i due partiti si incrinarono, consegnando alla storia una sinistra lacerata, permeata da forti diffidenze reciproche ed incapace di un dialogo costruttivo. Il giudizio sull’esperienza del blocco comunista fu, al contempo, causa e sintomo di tale profonda divisione. Il confronto politico e la riflessione culturale intorno alla contraddizione principe del «socialismo reale» – la repressione dell’opposizione interna – offrono spunti inediti per comprendere il nodo irrisolto nei rapporti tra le forze politiche della sinistra del nostro Paese. Nel passato, e nel presente. |

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G. Becattini |
| Industria e carattere |
Alfred Marshall (1842-1924) è stato tra i più importanti economisti inglesi del suo tempo. Insegnò economia all’Università di Oxford e successivamente in quella di Cambridge, influenzando profondamente, tra gli altri, Keynes e la scuola keynesiana. Nel suo libro più famoso, Principi di economia (1890) – base dell’economia politica neoclassica, a lungo rimasto in Inghilterra il testo di riferimento per l’economia – Marshall mette a sistema in maniera coerente i concetti di domanda e offerta, utilità marginale e costo della produzione. Tra le sue opere più importanti anche il testo Industria e commercio (1919).
In Italia, il principale studioso e divulgatore del pensiero e dell’opera di Marshall – tra gli anni Sessanta e il decennio scorso – è stato Giacomo Becattini, docente di Economia politica all’Università di Firenze, e antesignano degli studi sui distretti industriali italiani.
Questo testo di Becattini riunisce otto saggi sul pensiero di Alfred Marshall, scritti nell’arco di 38 anni, dal 1962 al 2000.
Il primo e l’ultimo presentano una descrizione e analisi critica dell’opera scientifica di Marshall nel suo insieme. Gli altri affrontano diversi aspetti del pensiero marshalliano (la distinzione fra «nazioni economiche» e nazioni politiche, i rapporti fra economia e politica economica, il ruolo costruttivo dell’utopia sociale e i rapporti con gli ambienti universitari di Cambridge e Oxford). Il volume è autorevolmente introdotto da Peter Groenewegen, famoso biografo e studioso di Marshall.Nella loro sequenza temporale, i testi rivelano un allontanamento progressivo dell’autore dall’interpretazione tradizionale del pensiero di Marshall, testimoniato, peraltro, dalla sua recente cura, insieme a T. Raffaelli e M. Dardi, dell’Elgar Companion to Alfred Marshall (Elgar, Cheltentham, 2006). |

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P. Pellini |
| Naturalismo e verismo |
L’eclissi del narratore, la delega del racconto a una collettività popolare, l’impiego sistematico del discorso indiretto libero, la rappresentazione critica dei miti progressisti, la trasfigurazione del realismo in simbolismo: i tratti più affascinanti della poetica di Verga sono tutti desunti dal modello dell’Assommoir. Eppure, un pervicace pregiudizio continua (solo in Italia) a considerare Zola uno scrittore pre-moderno, fedele a un positivismo alquanto grossolano. Questo libro, apparso nel 1998 e ora riveduto e aggiornato per la nuova edizione Le Monnier, per primo ha offerto al lettore italiano un’introduzione affidabile e approfondita al naturalismo europeo, di cui il verismo costituisce un episodio certo importante, ma incomprensibile senza i necessari riferimenti ai Rougon-Macquart.
Pellini propone un originale percorso comparatistico attraverso le teorie letterarie di Zola e di Verga: ne rileva consonanze e differenze, ne studia il significato storico-ideologico, ne evidenzia le contraddizioni logiche, ne verifica le ricadute formali. La polemica contro il ‘romanzesco’, la crisi del personaggio eroico capace di suscitare l’identificazione del lettore, l’impersonalità, il finale aperto, l’espansione delle descrizioni, l’attenzione per il corpo, per gli oggetti, per le esperienze dei sensi, la crisi del romanzo storico e del romanzo di formazione sono i caratteri – in parte già modernisti – che contraddistinguono le poetiche dell’avanguardia naturalista e verista, sicuramente proiettate verso il Novecento. |

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G. Tellini |
| Metodi e protagonisti della critica letteraria |
Il volume presenta un quadro articolato delle metodologie critiche più significative e più accreditate che hanno movimentato il dibattito sull’interpretazione dei testi letterari dal secondo Ottocento fino a oggi, con riferimento particolare, ma non esclusivo, alla situazione e alla letteratura italiana. Il che non significa che il riferimento sia ristretto ai confini nazionali, perché è fiorente un’italianistica anche oltralpe e oltreoceano, dall’Europa al Nordamerica. Il libro illustra la multiforme tipologia dei metodi (con antologia di testi e prove di lettura), senza dimenticare un dato che non è accessorio, ovvero il valore del critico che maneggia gli strumenti e applica il metodo.
Il quadro è aggiornato, ma non schiacciato sul presente. Costante è stato il proposito di non restare prigionieri delle mode, con i loro relativi gerghi, che anche in questo campo s’inseguono con frenetico ritmo stagionale. Non per nulla la scelta proposta è ampiamente retrospettiva e muove da De Sanctis, per giungere alle tendenze postfemministe e postcoloniali. Il passo della critica letteraria, per quanto in perenne rinnovamento, non va di corsa, anche se si vive in un’epoca ossessionata dal nuovo che incalza. Altrettanto costante è stato l’invito a non credere in alcuna formula risolutiva, con il proposito di indirizzare il lettore verso la consapevolezza, in prospettiva storica, della problematicità che è inerente all’interpretazione del testo letterario. |

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S. Taviano |
| Translating english as a lingua franca |
La diffusione sempre crescente dell’inglese come lingua franca (ELF) è un fenomeno linguistico dalle vaste implicazioni politiche, sociali e culturali. Il libro fornisce un’analisi innovativa delle sfide che ELF pone al traduttore e offre suggerimenti su come tali trasformazioni possano influenzare l’insegnamento della traduzione. Basato su un approccio interdisciplinare che riunisce studi inerenti ELF, approcci socio-culturali alle teorie della traduzione e istanze di pedagogia della traduzione, il libro, in inglese, esamina la natura ibrida di ELF e il ruolo multiforme del traduttore al giorno d’oggi. L’autrice mette in discussione la visione diffusa di ELF in quanto lingua semplificata e semplice da tradurre, evidenziando i legami tra l’inglese come lingua locale e l’inglese come lingua globale. Il libro vuole essere di stimolo ai docenti di traduzione perché rendano gli studenti consapevoli di cosa significhi tradurre nel mondo odierno della globalizzazione e li inducano a riflettere sulle questioni etiche insite nell’atto del tradurre. |

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G. Fiocco |
| Da Hiroshima all'11 settembre |
Quando il 6 agosto 1945 il primo bombardamento atomico della storia ridusse in cenere la città giapponese di Hiroshima, non fu subito chiaro che un nuovo tipo di guerra stava prendendo forma. La successiva invenzione della bomba all’idrogeno e l’allestimento di imponenti arsenali nucleari resero di lì a poco manifesto l’approdo del genere umano alla capacità di autoestinzione. Mentre il graduale instaurarsi dell’«equilibrio del terrore» contribuiva fortemente a impedire una guerra mondiale fra Est e Ovest, nel Sud del pianeta si svolgeva una lunga serie di conflitti legati al proliferare di nuovi Stati. Il presente lavoro di sintesi cerca di raccontare vicende e temi sia del conflitto mondiale preparato e mai combattuto, sia delle guerre locali realmente avvenute, riflettendo sulle connessioni tra i due piani, ovvero sull’intreccio tra guerra fredda e decolonizzazione. |

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P. Borruso |
| Il PC e l'Africa indipendente |
La decolonizzazione africana ha avuto uno spazio rilevante nella politica estera del Partito comunista italiano e nell’elaborazione di un nuovo internazionalismo. Sulla base di un ingente materiale documentario, il volume ricostruisce l’impegno comunista in Algeria, nelle colonie portoghesi (Guinea Bissau, Angola, Mozambico) e nel Corno d’Africa. Attraverso una politica «africana» – oscillante fra ideologia e pragmatismo, ma espressione di una posizione ‘terza’ rispetto al pur imprescindibile rapporto con l’URSS – il PCI ha contribuito a sostenere sul piano ideologico e politico le lotte di liberazione e a tenere in vita la pur fragile prospettiva di una «via africana al socialismo». Tuttavia il confronto con i nodi irrisolti dell’Africa postcoloniale, nonché con un quadro internazionale assorbito dalla guerra fredda, faceva maturare la percezione,
pur indecifrata, di una crisi dell’afromarxismo come fondamento ideologico dello Stato africano indipendente. Con la scomparsa di Berlinguer nel 1984 e gli avvenimenti internazionali degli ultimi anni Ottanta, l’azione comunista ha finito per ritirarsi dalla scena africana, lasciando privo di eredi il crescente lavorio di oltre un ventennio. |

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O.
De Napoli |
| La prova della razza |
Attraverso quali strumenti giuridici fu possibile perseguitare gli ebrei (e non solo) in Italia? Quali discussioni, quali costruzioni ideali accompagnarono le leggi razziali? Il libro propone di analizzare il periodo degli anni Trenta con uno sguardo di insieme, dal razzismo coloniale alle leggi contro gli ebrei. L’introduzione del virus razzista nell’ordinamento giuridico italiano fu causa di un deterioramento generale della vita del diritto, una crisi che per come si configurava coinvolgeva tutti, non solo gli ebrei, non solo i sudditi coloniali. |

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G. Garavini |
| Dopo gli imperi |
L’integrazione europea viene ancora prevalentemente interpretata come fenomeno attinente i rapporti fra Stati nazionali, compromesso pacifico tra Francia e Germania dopo le tragiche vicende della seconda guerra mondiale, oppure messa in relazione con la Guerra fredda e con gli alti e bassi delle relazioni transatlantiche. Per spiegare le radici dell’Unione Europea bisogna però risalire al momento della decolonizzazione, comprendere l’evoluzione e gli esiti dello scontro fra Paesi sviluppati e Paesi in via di sviluppo, cioè dello scontro fra Nord e Sud del mondo, negli anni Sessanta e Settanta. Gli esiti del confronto furono alla radice del fenomeno della globalizzazione, e del modo in cui in esso si sono collocati i Paesi europei.
La nuova interpretazione proposta della natura dell’integrazione europea spiega anche le difficoltà, non solo economiche, in cui versa oggi l’Unione Europea. |

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A. Cantini, P. Minari |
| Introduzione alla logica |
Il testo offre un’introduzione ai concetti fondamentali della logica. Nella prima parte, muovendo da un’analisi concreta della forma logica del discorso dichiarativo, si giunge gradualmente alla costruzione dei linguaggi logici enunciativi ed elementari. La seconda parte presenta una procedura meccanica – il metodo del controesempio – con la quale si affrontano i problemi della correttezza delle inferenze e della consistenza di insiemi di enunciati, prima al livello enunciativo e poi a quello elementare. La terza parte si apre con un capitolo sulla sillogistica, cui segue un’ampia introduzione alla teoria intuitiva degli insiemi e alle classiche problematiche dell’astrazione, dell’infinito e dei paradossi. L’ultimo capitolo tratta del concetto intuitivo di procedura effettiva e della sua precisazione mediante le macchine di Turing, e si conclude con l’illustrazione del teorema d’indecidibilità della logica elementare. Il volume è corredato da una ricca selezione di esercizi. |

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F. Cammarano, G. Guazzaloca, M.S. Piretti |
| Storia contemporanea |
Un manuale per l’insegnamento di Storia contemporanea nelle Facoltà di Lettere e Filosofia, di Scienze politiche, di Scienze della Formazione e della Comunicazione, di Economia, e per tutti i Corsi di laurea
che prevedono questo insegnamento.
La trattazione è sostenuta da alcune scelte di fondo: il peso dato alla storia politica, la dimensione non eurocentrica, l’attenzione alla ricerca delle cause profonde dei problemi tuttora drammaticamente irrisolti:
dalla questione mediorientale alla fragile unità europea, all’emergere dell’islamismo fondamentalista.
In premessa una serie di Percorsi che consentono al lettore di seguire trasversalmente la trattazione degli snodi storici fondamentali.
Il CD-Rom allegato al volume contiene il glossario, con approfondimenti su tutti i personaggi citati, eventi, correnti, documenti, enti e istituzioni richiamati nel testo, e ulteriore cartografia. |

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L. Graverini, M. Fucecchi |
| La lingua latina |
Grazie ad un’attenta calibrazione degli obiettivi formativi e della forma espositiva, questo manuale si propone invece come strumento specifico per l’insegnamento del latino ‘da zero’ nei corsi universitari. La presentazione della morfosintassi è improntata a criteri di brevità e chiarezza, e centrata sull’obiettivo della comprensione più che della produzione di testi in lingua latina. Il volume offre inoltre anche un’ampia scelta di esercizi le cui soluzioni, allo scopo di facilitare il lavoro personale dello studente, sono disponibili su di una apposita pagina web. |

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M. Mazzocut-Mis |
| Il senso del limite |
Il fruitore non desidera l’orrore eppure lo gode nell’arte e lo patisce nella vita. Quando è mostruoso connubio di abiezione e sublime, la fruizione diventa godimento mai pacificato, sempre problematico, spesso irrisolto, che sconfina con l’ambito fisiologico se non patologico.
Una retorica degli effetti estremi che il fruitore ben conosce e che trasforma lo spettatore in voyeur o in vittima; che lo trasforma in apatico carnefice quando la crudeltà si lascia esporre senza recessi. Sguardi dell’orrore che sono fruizione del limite, fruizione al limite: il Settecento lo insegna. Un senso del limite è quello che il secolo del buon gusto elabora, perché rappresentare l’orrore significa scegliere non tanto di addomesticarlo ma di renderlo ancora fruibile. Gioco di limiti che limiti non sono se possono alludere a un infinito che porta spesso i tratti del sublime. |

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A. C. Cassio (a cura di) |
| Storia delle lingue letterarie greche |
Questo volume si propone di esaminare la lingua dei più importanti generi letterari greci, sia in poesia che in prosa, nel loro complesso rapporto con i veri dialetti parlati, per quanto questi possono essere ricostruiti, soprattutto attraverso la testimonianza delle iscrizioni. Diventa in questo modo evidente, anche attraverso il confronto tra testi letterari e testi epigrafici, l’effetto di ‘straniamento’, talvolta impressionante, che un lettore o un ascoltatore doveva percepire nei testi letterari (orali o scritti) rispetto alla lingua che parlava correntemente. Il volume si apre con un’introduzione che affronta alcuni problemi fondamentali di fonologia del greco e della sua storia linguistica in prospettiva indoeuropea e prosegue con alcuni capitoli dedicati ai singoli generi letterari (epica, lirica, tragedia, commedia, vari tipi di prosa, lessicografia, ecc.). |

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G. Mastromarco, P. Totaro |
| Storia del teatro greco |
| Le rappresentazioni teatrali – per noi indissolubilmente legate ai nomi di Eschilo, Sofocle, Euripide, Aristofane e Menandro – rivestivano un’importante funzione religiosa e politica nel mondo greco. Le tragedie e le commedie attiche sono gli archetipi del teatro occidentale, ne hanno influenzato la vicenda più che bimillenaria: non a caso personaggi tragici, quali Antigone, Edipo, Elettra, Fedra, Medea, e maschere comiche (soldati fanfaroni, intellettuali boriosi, servi astuti, vecchi avari, giovani innamorati, avide mezzane) continuano a popolare il nostro immaginario teatrale. Questo volume, che ripercorre la storia del teatro greco dalle origini al III secolo a.C., si propone di ricostruire gli aspetti salienti di quella civiltà teatrale e di dar luce alla poetica dei suoi autori. |

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F. Maiullari |
Il mito e le passioni
Introduzione alla mitologia greca
e prospettive analitiche adleriane |
Perché mito e passioni oggi? Perché il mito e le passioni sono l’essenza stessa della vita psichica. Mito è racconto, sogno, utopia; è dare senso al mondo e credere in qualcosa che spieghi e orienti l’esistenza. La passione, invece, indica il colore e la direzione del movimento psichico, costruttivo o distruttivo, secondo tutte le sfumature di un ipotetico arcobaleno degli affetti. Ognuno costruisce i suoi miti individuali, in modo conscio e inconscio; può trattarsi di miti religiosi, laici, civili, politici, di miti assoluti, sacri, profani, letterari, a volte positivi e a volte negativi, comunque è sempre di mito che si vive e che si può anche morire. Esiste un rapporto tra mito e cura di sé? Gran parte del libro svolge in filigrana questa idea: dalla catarsi (di cui parla già Aristotele) che gli spettatori vivevano a teatro durante la messa in scena dei miti di dèi e di eroi, fino alle moderne cure psicologiche in cui si decide di andare a mettere in scena, ad esempio sul lettino di una stanza analitica, il mito personale che si cela nel teatro della mente. |

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A. Scuderi |
L'ombra del filologo
Romanzo europeo e crisi della cultura umanistica |
Dalla Montagna incantata di Thomas Mann a Il tuo volto domani di Javier Marías, il saggio ripercorre la storia della figura del filologo e dell’umanista nel romanzo europeo dell’ultimo secolo. Una figura minore ma che si svela essere il crocevia di dibattiti fondamentali, quali quelli sul canone ed i classici, sul mito ed il conflitto tra antico e moderno, ma anche sulla riforma della scuola, la natura elitaria degli studi umanistici ed il loro nesso con le ideologie autoritarie del Secolo Breve. Attraverso scrittori nodali del Novecento quali Orwell (la cui funzione appare centrale per capacità di analisi ed innovazione del ruolo del letterato) e poi Gadda (sintomatico del rovello tutto italiano della classicità) e ancora Woolf, Eliot, Proust, Joyce, Forster, fino ad autori più recenti quali Pontiggia, Toussaint o il regista Manoel De Oliveira, il saggio ci invita a capire cosa si celi dietro l’aura della pratica filologica, ma anche perché e come questa sia così fortemente entrata in crisi. In un’ottica comparatistica e culturalista, rintracciando i rapporti tra figure del panorama letterario e «grandi padri» della filologia novecentesca (Mann e Wilamowitz, Gadda e Pasquali), il volume vuole fornire una lettura della tradizione letteraria europea e insieme avanzare prove di risposta alla crisi presente della pratica filologica e critico-letteraria. Esso si rivolge a tutti coloro che sono oggi interessati ai temi della cultura umanistica, della sua vicenda pedagogica ma anche del suo futuro possibile, della sua ricerca di una nuova e plurale idea di cultura. Completano il saggio principale tre appendici sul rapporto tra studi letterari e scienze umane (sociologia, psicologia, filosofia, antropologia). |

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W. Panciera, A. Zannini |
Didattica della storia
Manuale per la formazione degli insegnanti
Seconda edizione aggiornata e ampliata |
Questo manuale, ora offerto in una nuova versione aggiornata, è uno strumento di studio agile e completo appositamente concepito per l’insegnamento della Didattica della storia nei corsi di laurea per i docenti di scuola primaria e nelle scuole di specializzazione per gli insegnanti della scuola secondaria, e ambisce a rendere i futuri docenti di tutti gli ordini di scuola consapevoli delle finalità, dei fondamenti e dei problemi della disciplina, nonché capaci di trasferirne i contenuti in efficaci azioni didattiche. |

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M. Mazzocut-Mis |
| Estetica. Temi e problemi |
| Un volume che si rivolge non solo ai filosofi, ma anche a chi fa della pratica artistica, della critica, della semplice fruizione un esercizio frequente. L’estetica viene trattata come disciplina che non può prescindere dalla sua storia e dai suoi fondamenti teorici e che, soprattutto, ha debiti e crediti con il sistema delle singole arti (dalla poesia alla pittura, alla scultura, alla musica fino alla danza, dall’architettura alla fotografia, al teatro e al cinema) e con l’ambito della comunicazione. |
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